Perché supportare le donne

Perché, tra le tante possibili iniziative, le organizzazioni dovrebbero scegliere di supportare la leadership femminile?

Ci sono varie ragioni, oltre al desiderio di equità e meritocrazia, che dovrebbero spingere le organizzazioni a supportare la leadership femminile:

  • Il talento femminile è una risorsa sottoutilizzata: le donne tendono infatti ad essere “segregate” in alcune funzioni/ruoli e ad essere presenti in quantità ridotte nelle posizioni manageriali e apicali.
  • Le donne sono ancora sottorappresentate nei team di leadership pur essendo noto che la diversità (a cominciare da quella di genere) ne aumenterebbe l’efficacia
  • Molte autorevoli ricerche indicano che la presenza significativa di donne tra i livelli manageriali migliora la performance aziendale. Si veda a questo proposito la ricerca fatta da Mckinsey&Co. Women matter. La ricerca fornisce conclusioni chiare: le donne sono un imperativo per la competitività.

Non è meglio puntare sulla leadership inclusiva?

Le due iniziative sono sinergiche, non contrapposte. Le iniziative volte a rendere inclusiva un’organizzazione, partendo dalla sensibilizzazione dei leader, hanno obiettivi più ampi (includere tutti vuol dire creare un ambiente aperto e ricettivo verso chiunque, non solo verso le donne). Se un’organizzazione però ritiene che il proprio principale problema (e la propria principale opportunità) sia l’inclusione di genere (in Italia spesso è così), è utile avere un’iniziativa specifica che lo affronti perché bisogna accelerare i tempi come solo le iniziative focalizzate permettono di fare.

Le quote rosa, che alcune organizzazioni hanno introdotto per supportare le donne, non rischiano di creare ingiustizie?

Le quote sono una misura distorsiva. Per questo hanno una durata di solito limitata nel tempo e ne vengono monitorati gli effetti molto da vicino. Bisogna però ricordare che la situazione di partenza, sulla quale si interviene con le quote, è sicuramente distorta. E’ infatti abbastanza difficile sostenere che gli scarsissimi numeri di donne nei ranghi manageriali e apicali di molte organizzazioni riflettano una situazione equilibrata. Le quote sono quindi una misura distorsiva ma correttiva, da usare con serietà e con coraggio.

Quindi le quote rosa sono consigliate?

Se le organizzazioni vogliono riequilibrare la situazione in tempi rapidi non ci sono alternative.

Ma le quote rosa non rischiano di trattare le donne come una razza protetta diminuendone la capacità di competere?

L’esperienza fatta in molti paesi dimostra che, per un periodo limitato, sono utili a incoraggiare le donne. Le donne infatti reagiscono cercando di essere all’altezza e non adagiandosi sugli allori.

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