Guida alla lettura

COM’E’ ORGANIZZATO IL TALENTO DELLE DONNE

Ho voluto scrivere un manuale orientato all’auto miglioramento, quindi ho cercato di rendere i contenuti facili da trovare e da utilizzare. Il libro è diviso in tre parti di dieci brevi capitoli ciascuna:

  • Parte Prima. Tecniche di sopravvivenza. Le dieci regole per salvare la pelle.
  • Parte Seconda. Sabbie mobili e bucce di banana. I dieci accorgimenti per non fare una brutta fine.
  • Parte Terza. L’elefante incatenato. Le dieci regole per superare i limiti

I capitoli sono tutti organizzati in base alla medesima struttura, che prende spunto da un racconto per introdurre l’argomento e spiegarne la rilevanza, proseguendo con l’esposizione dell’origine del problema e chiudendo con una serie di indicazioni pratiche. Alla fine di ogni capitolo si trovano indicati i capitoli che trattano argomenti collegati.

DI COSA PARLA IL TALENTO DELLE DONNE

Il Talento delle Donne si concentra sugli errori da evitare e sul superamento dei limiti auto-imposti perché questi sono i presupposti per avere successo nella vita professionale senza pagare un prezzo troppo alto. Parlare di errori e limiti può sembrare un approccio negativo, ma non lo è. La buona notizia infatti è che si tratta di errori e limiti che, una volta capiti, sono spesso facili da superare.

QUALI SONO I CONTENUTI DELLA PRIMA PARTE

Titolo: Tecniche di sopravvivenza. Le dieci regole per salvare la pelle.

Questa parte è dedicata alle regole sopravvivenza che servono a cavarsela in un ambiente creato e, nella maggior parte dei casi, dominato dagli uomini.

Il punto di partenza è la conoscenza di te, perché è inutile parlare di come fare carriera se prima non hai

trovato il tuo centro e non hai deciso di rispettare i tuoi desideri e le tue aspirazioni.

In secondo luogo, devi conoscere i tuoi nemici. Che, ormai, più che dalle palesi discriminazioni sono rappresentati dagli stereotipi e da una serie di fattori che io chiamo i «doppi» (i doppi standard,

ossia gli standard di comportamento diversi per noi e per il genere maschile, e i doppi sforzi e carichi di responsabilità che ancora oggi ci toccano).

Terzo passaggio, imparare  a coltivare l’autostima, una norma basilare per la sopravvivenza perché alcune situazioni nel mondo del lavoro sembrano fatte apposta per demolirla e, se non si resiste, è finita.

A questo punto devi capire bene le regole del gioco e il linguaggio

in uso nel mondo del lavoro. Non dare per scontato di conoscerli, perché l’evidenza dimostra che noi donne scendiamo in campo pensando di dover giocare a calcio mentre gli uomini sono pronti per una partita di rugby. Per quanto riguarda il linguaggio poi, il nostro modo di esprimerci è diverso da quello che usa e capisce la maggior parte di loro.

Un’altra regola fondamentale tratta di una relazione particolarmente importante per la tua carriera: quella con il tuo capo. Una persona che non deve necessariamente essere vista come un role

model, né che sei obbligata a stimare, ma che non puoi permetterti di ignorare.

Poi c’è lo stress, che deve essere tenuto a bada perché rovina la salute, fa commettere stupidaggini e impedisce di brillare.

E, sì, c’è anche l’ottimismo: oltre a essere un fattore di successo straordinario, è un antidoto contro le inevitabili battute d’arresto e le frustrazioni che qualsiasi carriera riserva. La buona notizia è che

si può imparare.

E, per finire, l’antifragilità. È un concetto abbastanza nuovo, introdotto dallo scrittore e saggista Nassim Taleb, che prendo in prestito adattandolo al caso nostro. L’antifragilità è la proprietà di

chi trae beneficio dalle difficoltà dell’ambiente in cui si trova. Credo che il percorso a ostacoli che ci ha portato dove siamo arrivate ci abbia insegnato l’antifragilità: ora dobbiamo solo imparare a riconoscerla

e valorizzare le nostre competenze.

QUALI SONO I CONTENUTI DELLA SECONDA PARTE

Titolo: Sabbie mobili e bucce di banana. I dieci accorgimenti per non fare una brutta fine.

Scopo di questa parte è segnalare i pericoli e indicare i percorsi su cui camminare e muoversi in sicurezza. Ho visto infatti parecchie donne intelligenti e capaci sprofondare nelle sabbie mobili aziendali e scivolare sulle bucce di banana del mondo professionale e vorrei evitare che succedesse anche a te.

Fra i tanti sbagli che si possono commettere nel gestire la carriera, quelli che chiamo sabbie mobili e bucce di banana hanno tre caratteristiche pericolose: sono errori di genere (le donne vi incorrono molto più spesso degli uomini), procurano grandi danni al percorso lavorativo e spesso sono reiterati, come se avessimo una difficoltà selettiva ad apprendere la lezione.

Le sabbie mobili risucchiano verso il basso e, quando vi si cade, non serve agitarsi (si va solo più a fondo). Se, per esempio, non ti interessi al potere o, nella carriera, imposti il pilota automatico,

rischi di affondare. Se ti ribelli a questa logica perché ritieni che si debba avanzare per puro merito, vai ancora più a fondo. Naturalmente, se sei consapevole delle conseguenze va benissimo, perché

è una rispettabile scelta personale. Ma se lo fai ignara di tutto può essere un’esperienza molto frustrante.

Con le bucce di banana scivoli, cadi e ti fai male. Se accetti delle responsabilità senza risorse e autorità, è probabile che tu perda l’equilibrio. Se cerchi di piacere a tutti o di fare carriera senza comprendere le leggi non scritte dell’azienda per cui lavori, cadi rovinosamente.

Noi donne, a volte, non stiamo sufficientemente in guardia nei confronti delle potenziali insidie. Queste sono particolarmente avvilenti: ti fai male con qualcosa che avresti potuto evitare.

QUALI SONO I CONTENUTI DELLA TERZA PARTE

Titolo: L’elefante incatenato. Le dieci regole per superare i limiti.

In questa Parte del manuale affronto le  barriere interne, cioè quei limiti autoimposti. L’espressione elefante incatenato è stata resa famosa dallo psicologo e drammaturgo Jorge Bucay che ha spiegato perché i grandi elefanti del circo, la cui forza sarebbe in grado probabilmente di demolire il tendone, stiano attaccati a un minuscolo paletto senza strapparlo: avviene perché si ricordano dell’impotenza sperimentata subito dopo la nascita quando erano legati al paletto e non riuscivano a strapparlo. I condizionamenti precoci diventano spesso limiti interiorizzati. In alcuni casi, siamo come l’elefante incatenato: non sfidiamo ciò che ci è stato dato come limite nell’infanzia e non mettiamo più alla prova la nostra forza.

Affronto queste barriere interne  per due ragioni. Primo, perché alcuni limiti, che vengono imposti a noi donne, molto più che agli uomini, ci danneggiano nella carriera rendendo inutilmente faticosi alcuni passaggi, precludendone altri o facendoci sentire in colpa quando non è il caso. Secondo, perché è possibile rimuoverli, con un po’ di sforzo, da sole.

Essere poco competitive, dare per scontata la perfezione assoluta e avere un network ristretto sono alcuni nostri paletti. È ora di convincerci che senza competizione si ottiene ben poco, che

la perfezione non è di questo mondo (e ci si stressa nel tentativo di raggiungerla), e che, essendo cresciute e in età di parlare agli sconosciuti, possiamo cominciare a crearci una rete di connessioni.

L’educazione che molte di noi hanno ricevuto ci ha insegnato a essere gentili, a mettere in secondo piano le nostre esigenze per andare d’accordo con il prossimo. Un precetto che limita la nostra capacità di essere assertive e, in alcuni casi, non ci rende efficaci nel difendere i nostri diritti.

Similmente, ci hanno insegnato che è sconsigliabile rifiutare una richiesta, per non offendere e non lasciare in difficoltà chi ha bisogno. Il risultato è che nella vita professionale e personale ci

lasciamo soverchiare. Un’altra regola dell’infanzia (fortunatamente in via di estinzione) è quella di rispondere solo se interpellate. Nelle organizzazioni, se si ha qualcosa da dire, la parola bisogna

prendersela.

Siamo anche state allevate pensando che la modestia fosse una virtù e che parlare bene di sé rivelasse mancanza di stile ed egocentrismo, un limite che ci porta a non autopromuoverci abbastanza.

In Evidenza

07lug

Premio Valeria Solesin

0 Comments
Ultimissimi giorni (fino al 31/7) per partecipare al Premio Valeria Solesin,... Read More →
Pillole di
Talento delle Donne

Odile Robotti - Il talento delle donne

Compra il libro

Guarda l’indice

Scarica un capitolo

FAQ sul libro

Sui media

Seguimi

Newsletter

Ricevi tutti i contenuti di LeadershipFemminile.com direttamente nella tua casella di posta. L’iscrizione è gratuita e rispetteremo la tua privacy. In cosa consiste?





Back to Top