Stereotipi di genere

Cosa sono?

Gli stereotipi sono rappresentazioni semplificate della realtà. In pratica, sono un insieme di credenze e rappresentazioni che vengono associate, senza distinzioni né verifiche, a un intero gruppo di persone. Gli stereotipi attribuiscono a priori a tutti quelli che appartengono a una categoria le stesse caratteristiche (ad esempio, gli italiani sono pigri ma creativi, i tedeschi sono organizzati ma rigidi, ecc.). Gli stereotipi di genere attribuiscono a tutte le donne alcune caratteristiche.

Come agiscono?

Gli stereotipi di genere condizionano scelte e comportamenti in modo sottile e spesso senza che chi è condizionato ne sia consapevole. Per esempio:

  • indirizzano le aspirazioni di carriera delle ragazze verso la riserva indiana delle professioni “da colletto rosa”(insegnamento, risorse umane, ecc.) mentre fanno percepire carriere nella tecnologia, ingegneria, nelle scienze e nella matematica come dominio prevalentemente maschile.
  • fanno percepire alcuni comportamenti come inadatti alle donne (es. competere contro altri candidati per ottenere una posizione, chiedere un aumento di stipendio con fermezza, prendere la parola in una riunione sovrastando la voce degli altri)

Come possono influenzarci tanto?

L’identità di genere si forma nella primissima infanzia (a due anni ne siamo già consapevoli) e viene rafforzata da famiglia, scuola, televisione, stampa…tutto (a cominciare dalle favole, come spiega bene Elena Gianini Belotti nel suo libro Dalla parte delle bambine) concorre a trasmetterli e favorisce la polarizzazione dei generi. Gli stereotipi sono come l’acqua per i pesci (nel famoso esempio di Foster Wallace): proprio perché ci circondano e sono ovunque, non li vediamo più.

stereotipi-genere-infanzia

Come si caratterizza lo stereotipo femminile?

E’ incentrato su  comportamenti pro-comunitari: accudimento, aiuto, interesse per i propri cari e per gli amici (quello che gli anglosassoni chiamano taking care). In pratica, lo stereotipo femminile tradizionale (che in parte stiamo superando, ma che resiste) propone una donna che si realizza nella sfera privata e che ha un ruolo subordinato rispetto all’uomo.

Cosa succede alle donne se violano lo stereotipo femminile? 
Gli stereotipi servono a interpretare la realtà (a volte sbagliando di grosso e creando un mare di problemi alle persone così sommariamente interpretate) ma anche a descrivere “come dovrebbe essere”, cioè hanno anche potere normativo. Cosa significa? Che se qualcuno si comporta in modo diverso (per esempio una donna agisce un comportamento molto assertivo) può venire sanzionato come deviante. In pratica non necessariamente ti diranno “sei una strega” o “sei un uomo” se ti comporti in modo che viola lo stereotipo femminile, ma te lo faranno capire.

Perché ci dobbiamo occupare dello stereotipo femminile?

Perché ci influenza profondamente e inconsapevolmente. Ci fa agire alcuni comportamenti perché rientrano nello stereotipo e non perché siano nostri. Magari pensiamo che si tratti di nostre caratteristiche individuali e diciamo “sono fatta così”. Poi scopriamo che anche tantissime altre donne hanno la stessa sensazione, di “essere così” e il così è uguale allo stereotipo femminile.

Un esempio. Non ti piace competere? Detesti dover lottare contro qualcuno per ottenere qualcosa? Succede spesso alle donne. Magari sei così (alcuni uomini lo sono), ma considera la possibilità che sia lo stereotipo che si mimetizza da caratteristica individuale.

Perché lo stereotipo femminile ci danneggia?

A noi donne possono venire attribuite (spesso in maniera inconsapevole e anche da persone illuminate) alcune caratteristiche solo perché siamo donne. Peccato che alcuni comportamenti che servono ad avanzare nelle organizzazioni non corrispondano allo stereotipo femminile che si preoccupa solo per gli altri, che resta subordinato e che si realizza principalmente nella sfera privata. Per esempio, per fare carriera bisogna agire anche comportamenti individualisti. Per essere leader bisogna a volte lottare con qualcun altro che vuole la leadership e certamente non si può essere sempre subordinati. Noi donne ci troviamo così tra Scilla e Cariddi: se ci comportiamo secondo lo stereotipo perdiamo la competizione, se invece lo violiamo, veniamo sottilmente (ma anche no) sanzionate.

Ma allora si perde sempre?

E’ più difficile vincere (anche perché se no, scusate, ma come mai saremmo così poche nelle posizioni apicali?). Però gli odiati stereotipi, che ci succhiano energia come dei vampiri dopo averci conquistato con un’apparenza per bene e distinta (come il Conte Dracula, uguale), quando si inondano di luce, si disintegrano (forse sono proprio vampiri).

Veramente basta fare luce sugli stereotipi per neutralizzarli?

In effetti ho esagerato, ma solo un po’. Confermo che la luce è il loro più grande nemico. La presa di consapevolezza delle donne e degli uomini è fondamentale.

Vuoi approfondire?

Leggi questi post che ho scritto sul blog leadershipfemminile

Guarda il video di Lorella Zanardo, Il corpo delle donne, per capire l’influenza dell’immagine televisiva nel rafforzare uno stereotipo femminile sbagliato e degradato.

Vuoi riderci sopra?

Natasha Josefowitz, all’inizio degli anni ottanta (sì, il secolo scorso), scrisse alcune coppie di frasi: la prima era una premessa, la seconda una deduzione. Cambiava solo, nella frase premessa, il genere del soggetto: da maschile a femminile. La frase contenente la deduzione cambiava completamente. Ecco due esempi:

  • Soggetto maschile: “Ha la foto della moglie e dei figli sulla scrivania dell’ufficio. Chiaramente è un uomo di solidi valori.” Variante femminile: “Ha la foto del marito e dei figli sulla scrivania dell’ufficio. Chiaramente la famiglia verrà sempre per prima del lavoro”.
  • Vedendo un gruppo di colleghi uomini che parlano il commento è: “Probabilmente stanno discutendo dell’ultimo affare che hanno concluso”, mentre vedendo un gruppo di colleghe donne il commento è: “Probabilmente stanno spettegolando”.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarmi.

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