Da ripetere come un mantra

Da ripetere come un mantra

Lucy Kellaway (giornalista e scrittrice) ha recensito sulle colonne del Financial Times un libro uscito recentemente che si intitola “World Changers. 25 Entrepreneurs Who Changed Business As We Know It”.

Come sempre, la Kellaway è riuscita a trarre una lezione provocatoria e interessante dalle storie dei famosi imprenditori di cui parla il libro. Ritengo sia particolarmente utile alle donne, eccola:

“Cambiare il mondo- o comunque fare qualcosa di grande – può essere più facile che fare qualcosa di piccolo perché c’è meno competizione”.

Credo che per far emergere i talenti femminili dobbiamo contrastare il “gap di ambizione femminile”, il fenomeno per cui le donne non si pongono obiettivi abbastanza ambiziosi. Perché le donne soffrono di questo gap? Perché l’ambizione non rientra nello stereotipo femminile (così come non vi rientra l’assertività, la determinazione, ecc.). Purtroppo gli stereotipi influenzano la concezione che si ha di sé, i comportamenti, il modo di rapportarsi con gli altri e l’apprendimento delle aspettative che derivano dall’appartenenza al proprio genere. Di conseguenza, spesso, le donne esprimono meno ambizione di quella che potrebbero esprimere per non violare lo stereotipo. Vi propongo quindi di ripetervi come un mantra la riflessione della Kellaway.

Voi pensate che esista un gap di ambizione femminile?