Dopotutto, forse è una donna

Dopotutto, forse è una donna

yahoo_frontpage_it-IT_s_f_p_bestfit_frontpageIl Financial Times del Weekend commenta il fatto che Marissa Mayer, a quanto pare, abbia disegnato lei stessa il nuovo logo di Yahoo (vedi immagine). Il quotidiano britannico ha chiesto il parere degli esperti di branding, che hanno giudicato il risultato mediocre o addirittura malriuscito (c’è da dire che, quando i clienti fanno da soli, noi consulenti diventiamo delle vipere). Il FT  conclude che “Marissa, dopotutto, forse è umana” (suppongo si riferisca al fatto che errare humanum est).

Veramente, a me, più che umana, è sembrata donna. Marissa dichiara che le piacciono le marche, i loghi, i colori, il design…(per una geek girl, questo è un coming-out) ma, a quanto sembra, le piace anche mettere le mani in pasta e fare le cose che in teoria dovrebbe delegare. Questo lo trovo abbastanza femminile. A conferma, porto i commenti scandalizzati degli uomini intono a lei che la accusano di micro-management e di non aver compreso l’entità della sfida. Lei, dal canto suo, afferma: “Non sono una professionista (del design) ma ne so abbastanza per essere pericolosa”.

Pensarla lì, al suo computer, mentre prova e riprova le sfumature di viola e l’inclinazione del punto esclamativo, immaginarne il sorriso soddisfatto quando trova il logo che le piace, me la fa sentire vicina. L’abbiamo conosciuta quando con pancia di 6 mesi ha preso a testa alta le redini di Yahoo, l’abbiamo capita un po’ meglio quando ha tolto ai dipendenti la possibilità di lavorare da casa, l’abbiamo guardata allibite mentre posava su Vogue. Non ci è mai venuto in mente  (almeno a me) di pensare: “sorella”. Questa volta sì. Parafrasando il FT direi: “Marissa, dopotutto, forse è una donna”