Le donne che dicono no

Le donne che dicono no

Axelle Lemaire, 37 anni, è arrivata in testa al primo turno elettorale francese ed è stata confermata al secondo per la terza circoscrizione francese “ Europa del Nord” (Gran Bretagna, Scandinavia, Paesi Baltici, e Irlanda). La sua circoscrizione include Londra, la “sesta città francese” grazie a 350.000 cittadini francesi che vi risiedono. Il suo successo ha fatto un certo scalpore facendo scrivere che nel Regno Unito “non sono solo le automobili ad avere la guida a sinistra”. Il suo rifiuto ha fatto ancora più scalpore.

Il neo-eletto Hollande voleva Axelle, giovane e brillante, per uno dei ministeri.  Prima cosa divertente che mi riempie di ammirazione: si narra che il cellulare di Axelle si stato spento per molte ore e quindi Hollande non riusciva a raggiungerla per proporglielo. Quando si dice prendersi i propri spazi. Seconda cosa divertente: finalmente Hollande riesce a raggiungerla, le offre un ministero su un piatto d’argento e lei, senza esitazioni, dice no  grazie. La risposta precisa è stata: “Faccio politica per migliorare le vite degli altri, non per peggiorare la mia”. E aggiunge che ha tre figli e “non è organizzata per vivere a Parigi”. Ma quanto coraggio! Telefono spento, rifiuta una posizione di prestigio senza dare la colpa a nessuno e senza rimpianti, dice solo che “non è organizzata per farlo”. I figli non possono aspettare, mentre la politica sì.

Ecco,  dal punto di vista della società è un peccato. Axelle sembra molto valida, potrebbe coinvolgersi di più e sceglie di non farlo (per ora). Dal punto di vista di Axelle, invece, è perfetto. Non perché sia meglio scegliere  la famiglia rispetto alla carriera (dipende dalle circostanze e dalle preferenze), ma perché avere chiare le proprie priorità è la chiave dell’equilibrio, della felicità e del successo.

Cosa ne pensate?