Il Talento delle Donne – Segreto N.4 – Le donne investono meno tempo nel loro brand

Il Talento delle Donne – Segreto N.4 – Le donne investono meno tempo nel loro brand

Fatto. Le donne tendono a investire tutte le energie nello svolgere bene il lavoro che è stato loro assegnato e a spendere tempo insufficiente a strategizzare, a capire come posizionarsi, alla costruzione e alla narrazione del proprio brand. Inoltre, si prestano in generale più degli uomini a una serie di lavori e lavoretti che non aggiungono molto (spesso addirittura detraggono o diluiscono) alla loro immagine, al loro brand e al loro prestigio.

Diffidate delle prime spiegazioni che vengono in mente (non sono necessariamente quelle giuste). Si potrebbe pensare che alle donne piaccia così. Ma non è verosimile che molte di loro preferiscano sgobbare, ricoprire ruoli subordinati e vendersi sotto-prezzo, quindi occorre andare oltre. 

Realtà. 

  • Il vecchio (ma non estinto) stereotipo di genere vuole le donne “a supporto” di altri, non protagoniste, capaci di «stare al loro posto» e “fare pasi indietro”. Inoltre, proporsi come un brand evoca in alcuni (erroneamente e riduttivamente) la vendita di sé, associazione non particolarmente felice per nessuno, in particolare per le donne. Conseguenza: poche donne istintivamente pensano a se stesse come a un brand e, anche se qualcuno le fa riflettere sull’opportunità di farlo, esitano un pò.
  • La «teoria del mondo giusto» dello psicologo sociale Melvin Lerner (secondo la quale le persone ottengono ciò che meritano, i buoni vengono ricompensati e i cattivi puniti) è più diffusa tra le donne che tra gli uomini. contando sul fatto che questo venga notato e permetta loro di essere apprezzate e fare carriera. Affidandosi a questo “automatismo” le donne si adoperano meno per valorizzarsi nel mondo del lavoro.
  • Per trasformarsi in un brand, occorre puntare su alcune caratteristiche. Molte donne tendono a “essere brave in tutto” e ad essere convinte che questo sia apprezzato. Per quanto possa apparire paradossale (alle donne), spesso non lo è.

Cosa si può fare. Per chi vuole aiutare i talenti femminili a emergere e è d’accordo che senza un brand è difficile, ecco cosa fare:

  • Aiutate le donne a capire che, se non fanno un pò di self-branding, “calamitare” le opportunità sarà un’impresa con scarse propbabilità di successo
  • Aiutate le donne a identificare quali sono le loro “punte” (competenze, atteggiamenti, ecc.), a svilupparle a farne la propria cifra.
  • Aiutare le donne a capire che fare tutto/saper fare tutto non è quasi mai una strada promettente per fare carriera, ma è una garanzia quasi certa che si sarà sempre sovra-cariche.
  • Aiutate le donne a comunicare e a rendere visibili le loro caratteristiche distintive attirando su di esse l’attenzione nel modo che ciascuna ritiene appropriato. Per promuovere il proprio brand ognuno deve trovare il proprio stile, ma stare zitte non è uno stile.

Dopo quasi 15 anni che parlo quasi esclusivamente con le donne per far avanzare la leadership femminile, quest’anno voglio rivolgermi anche agli uomini.