Lezione di leadership femminile: come commettere un grave errore e farsi applaudire

Lezione di leadership femminile: come commettere un grave errore e farsi applaudire

In una famosa scena del cartone animato A Bug’s Life, la principessa Atta (una formica a capo di una colonia di formiche) cerca di giustificarsi per un errore commesso. Il grillo Hopper la interrompe e con brutalità le impartisce una scomoda ma importante lezione: “Regola numero uno della leadership: è sempre colpa tua”. 

Angela Merkel ha ammesso oggi pubblicamente e senza esitazione che l’errore per il voltafaccia sul lockdown di Pasqua (prima annunciato e poi smentito il giorno seguente) è suo e solo suo. Ha aggiunto che, essendo cancelliera, non potrebbe essere diversamente. Poi ha chiesto scusa con umiltà. Il tutto è stato detto concisamente, senza giri di parole, senza cercare scuse, senza minimizzare l’errore, ma anche senza rinunciare ad esprimere quella sicurezza che non si può confondere con l’arroganza. E’ stata applaudita.

Ci sono tanti esempi noti di errori mal gestiti (il disastro ecologico causato da BP Deepwater, il ritardo di Toyota nel richiamare le vetture con un problema ai freni) e ce ne sono alcuni di errori così ben gestiti da rafforzare l’immagine della marca (il più famoso della Johnson&Johnson che nel 1982 ritrò in tutti gli Stati Uniti ilTylenol dopo che un pazzo aveva messo del cianuro in un paio di confezioni in un supermercato, ma anche la gestione dei casi di listerosi della Maple Leaf foods). Il denominatore è sempre lo stesso: prendersi la responsabilità e cercare di rimediare. Entrambe le cose velocemente e semplicemente.